Trittico

Ideazione e coreografia opera collettiva

Danzano:

Elisa Barucchieri

Claudia Cavalli

Anna Moscatelli

Vito Cassano

Gabriele Montaruli

Luci:

Alesssandro Grasso

Musiche AAVV

Entrare nel mondo di Hieronymus Bosch è sempre una grande avventura.

Se, quando abbiamo iniziato questo pluriennale studio, nel 2007, ciò che colpiva era la dimensione universale della visione dell’Uomo e del mistero dell’Esistenza, ora, nel 2015, ci siamo ritrovati a sprofondare totalmente nei suoi quadri.

Non è più possibile analizzarli e sentirli da un punto distaccato, e la feroce denuncia che il Pittore definisce ci ha impossessato.

Siamo stati fagocitati dai suoi quadri, sprofondando nel suo Inferno e nel suo grido senza fine verso il libero pensiero e la libera scelta della Via.

Bruciante nella carne, il disperato umano tentativo di Evoluzione, ottenibile solamente attraverso una profonda presa di Consapevolezza e una attiva e sempre rinnovata scelta interiore – perfectio, contemplatio, libertas.

Un percorso ricco di cadute e inganni, di sfide per la coscienza e l’Ego. Ma unica via percorribile, per chi sceglie l’Evoluzione.

Un percorso nel quale l’Umano è talmente vulnerabile ad un offuscamento della coscienza che non vede le trappole, l’Hubris, le seduzioni, ma nemmeno le innocenti delizie che vive, negandole, condannandole, controllandole, vanificandone l’insegnamento e l’opportunità di profonda rivoluzione.

Ma la speranza rimane, indomita,

                                                     e il viaggio continua.

la visione di Bosch è profetica…vi è solo il clamore di un presente disparato e frammentario. Le sorprese e le sensazioni sono ovunque, ma manca una qualsiasi via d’uscita. Niente porta a niente: tutto si interrompe. Siamo di fronte a una specie di delirio spaziale… La profezia di Bosch annuncia l’immagine del mondo che ci viene comunicata oggi dai media sotto l’impatto della globalizzazione, con il suo criminale bisogno di vendere incessantemente. Entrambe sono come un puzzle i cui miseri pezzi non stanno insieme.

John Berger

Sul “Giardino delle Delizie”:

Tutto è chiaramente espresso nelle immagini. Nessuno, peraltro, sino a oggi lo ha notato, giacché sembrava impensabile che un tale dispiegarsi di nudità e di gioia erotica, libera da ogni colpa, potesse essere celebrato in un dipinto per un altare cristiano. Si è preferito vedervi, negativamente, un ammonimento contro la voluttà, e un avviso dei castighi che ne sono la conseguenza immediata, senza neppure porsi la domanda se l’erotismo di quel pannello centrale non avesse un significato religioso.

Wilhelm Fraenger

La volontà di potere, la cupidigia e la lussuria, questi sono i nomi delle province visitate da Bosch nel suo periplo infernale. Esse si confondo tutte per forma e un solo regio il cui principi demonico è l’egoismo. E soltanto al termine di questo lungo cammino, guardando per un’ultima volta il pannello, siamo finalmente in grado d’indovinare il nome della mostruosa entità che ne costituisce il centro. Il suo vero nome è EGO: tre lettere, né più né meno. Tutte le forze distruttrici del mondo sono contentare nelle lettere capitali di questa semplice parola: EGO.

Wilhelm Fraenger

  • Vim vi repellere licet – la violenza può essere combattuta con la violenza
  • frangentem fidem fidem frangatur eidem – a colui che viola la propria parola non può essere accordata fiducia
  • fallere fallentem non est fraus- ingannare chi ti inganna non è inganno
  • volenti non fit iniuria – a chi acconsente nessun torto è fatto
  • si te vel me confundi oporteat, potius eligam te confundi quam me – se uno di noi due deve soffrire, tu od io, preferisco che sia tu e non io

Cornelio Agrippa

WPML not installed and activated.

indietro
X