Incantation

Incantation: l’utilizzo di incantesimi o formule verbali recitate o cantate come parte di un rituale magico; anche: una formula scritta o recitata creata per produrre un effetto particolare

L’artista è sempre alla ricerca del significato della vita, la sua

e dell’umanità, alla ricerca della verità. Un sistema di incertezza

è subentrato nella nostra vita quotidiana. Le pressioni della

meccanizzazione e dell’uniformità alla quale essa è soggetta

richiedono protesta e l’artista ha un solo modo per poter esprimere questo, attraverso la musica.

Bohuslav Martinů

Idea e Direzione: RESEXTENSA

Sul Palco: ELISA BARUCCHIERI, ANNA MOSCATELLI, CLAUDIA CAVALLI,

VITO CASSANO, GABRIELE MONTARULI, NICOLA EBOLI

Musica: DAVIDE SACCO,

rielaborazioni su musiche di BOHUSLAV MARTINŮ

Luci e Scene: FRANCESCO CATACCHIO

INCANTATION è un lavoro che parte dalla musica complessa di Bohuslav Martinů, compositore boemo nato nel 1890, poco conosciuto dal grande pubblico ma molto apprezzato dagli esperti del settore. Grande sperimentatore, è considerato uno dei precursori dell’inserimento della musica tradizionale nei percorsi di musica colta, assieme a Prokofiev e Bartók.

In questa creazione ResExtensa parte dalla scelta precisa di iniziare dal vuoto assoluto, di farsi guidare dalla musica, dalla presenza dominante di una traccia fortemente evocativa, ricca, difficile, che cambia stati in una maniera repentina, violenta, passando istantaneamente da atmosfere romantiche a situazioni quasi comiche, da momenti dal sapore di grandeur epico a una intimità e vulnerabilità sconvolgenti.

I corpi vengono informati e guidati dalla traccia musicale, le immagini nascono in seno alla musica e la parabola del percorso dello spettacolo ha tutto l’enigmatico fascino delle opere di Martinů.

Dal caos iniziale, un’alchimia tra corpi, luci, suoni dove lo spettacolo prende forma, non attraverso scelte razionali o percorsi tangibili, ma guidata da un senso intuitivo, dal vuoto dell’ascolto,  per associazioni e immagini già tracciate, segnate da una loro palpabile tensione interiore.

Incantamenti, appunto, visioni, che con la logica dei sogni si susseguono per creare uno stato emotivo e percettivo inspiegabile a parole ma profondamente percepibile dallo spirito. Uno stato dove razionalità e intuito, composizione matematica e poesia si fondono.

Elemento importante del lavoro è diventato lo specchio: specchio nel il quale ci si vede riflessi o distorti, specchio attraverso il quale si vede altro o si vede lontano. Specchio che riflette ciò che vorremmo evitare e specchio che incanta e ammalia.

Ovunque vi sono superfici specchianti, dal pavimento agli oggetti di scena ed ai costumi. Le immagini sono riflesse, distorte. Il concreto e materico diventa particelle sparse di luce e colore. Tutto è riflesso, ripetuto, riproposto, ma nulla è ciò che sembra.

Nella stessa maniera, attraverso un particolare utilizzo della musica, anche la voce degli attori e danzatori, come il suono del loro movimento, viene ripetuto variato e distorto. La parola espressa al microfono diventa sprazzo di musica, e come la ninfa Eco, condannata a non avere più voce propria, ogni parola diventa evocazione musicale, e la parola iniziale arriva all’ascoltare sempre distorta o distante.

Progetto nato su commissione del MARTINŮ FESTTAGE — MARTINŮ  PERFORMING ARTS PROJECT

WPML not installed and activated.

indietro
X